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Dicevo che ho ricominciato con le interviste telefoniche, le interviste telefoniche sono quella cosa che tra l’ottanta per cento di tempo in cui il cervello va in automatico e il quindici per cento di quello in cui lo tieni proprio spento, ce n’è un cinque per cento residuo in cui riesci a individuare I Dinieghi Migliori (seguono esempi):

– Buonasera, sto cercando una donna tra i trenta e i cinquantaquattro anni..
– No guardi sto facendo i dolci e non posso proprio lasciare.

– Buonasera, sto cercando un uomo tra i trenta e i cinquantaquattro anni..
– Non ne ho.

– Buonasera, sto cercando una donna tra i trenta e i cinquantaquattro anni..
– Io ne tengo cinquanta, sono fuori tema.

prove inconfutabili

Ho le difese immunitarie a puttane -ne sia prova inconfutabile il fatto che prima parlando con la coinquilina le ho chiamate difese umanitarie- dacché ne deriva che come dice lo shampoo devo prendermi cura di me, dacché ne deriva che ho comprato arance, limoni, insalata e un kilo e mezzo di banane. Relativamente ai due tipi di banane a disposizione ho deciso di scegliere quelle che costavano un euro in meno, ovvero quelle caratterizzate dal fatto di essere marce. Arrivata a casa, non volendomi arrendere all’evidenza della cazzata compiuta, ho ritenuto opportuno frullarle tutte sul momento. Ora cerco motivi di distrazione che evitino di farmi cercare nell’internet gli effetti collaterali che seguono l’assunzione massiccia di potassio, dunque mi metto a finire di scrivere il terzo racconto per Scottecs​ Megazine che è ora.

 

 

ink your gatto

Le margherite arancioni nate da sole stanno colonizzando il giardino, mi arrivano alla vita, alcune anche al petto, l’ortensia dal canto suo è piena di protervia. Ieri il cielo era quello blu delle belle giornate, ma al solito già gonfio di nuvole gonfie di acqua e promesse di rovesci sparsi. Oggi è nuvoloso e basta. Ancora me la prendo per il clima amazzonico della Valle, ma la verità è che è questo che la rende ogni volta che torno più lussureggiante e piena di cose verdi, macchie colorate, piante immote nei decenni.

Tornare lo faccio ogni volta che posso ed è sempre un piccolo viaggio, come dissero una volta degli amici venuti a trovarmi in treno dalla Serenissima “Lamberti, a guardare fuori dal finestrino, questo posto è la prima cosa bella che vediamo da parecchi kilometri a questa parte”.

Questo per dire che ieri è finalmente arrivata la mia Ink Your Travel, che è una maglietta disegnata dall’amica Silvia, imperatrice de I diari della lambretta, e ideata-prodotta da lei in combutta con Via che si va, altra eccellente travel blogger. Ce ne sono diversi modelli, basta scegliere il vostro e ordinarlo tramite l’apposito sito o pagina facebook.

Si ringrazia il gatto Puccio per avermi concesso l’onore di presenziare in questo scatto con una espressione da vero predatore.

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EROE SENZ’EROINA

Debole
come un gatto
alla sua settima vita.
Raro, come un veneto astemio
il BUON SENSO mi evita
non saluta, non mi frequenta.
Altrove (non so dove) la VITA
mi sfida
non molla dall’alba
aspetta
che mi rassegni e
consegni
nel dirle convinto
hai vinto!
Sarò protagonista
X sempre entusiasta
di correre in pista
aprire la posta
mangiare la pasta
godere la festa
saltare con l’asta.

[da “Non c’è gusto in Italia ad essere intelligenti (seguirà il dibattito)” di Roberto Freak Antoni _ Universale Economica Feltrinelli _ 1991]

 

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Ho ricominciato a fare le interviste telefoniche, le interviste telefoniche sono meglio della vendita, un po’ noiose, ma comunque parecchio meglio (si può dire parecchio meglio? non lo so. vabè). Sinora la considerazione più interessante è la seguente:

Stanno tutti uscendo.

A riguardo dei callcenter anni fa ho scritto una cosa, che peraltro a giugno del 2014 è stata pubblicata su Linus. Oggi mi sembra il momento giusto per riproporla in questa sede, in versione integrale.

***

Oggi mi sono alzata dal letto, ho aperto la porta di camera, fuori dalla camera c’erano foto di donne nude e una vasta raccolta in cd de La musica di Dio. Ho aperto la finestra del terrazzo e inspirato tutta la salsa di soia che il take-away thailandese sotto casa aveva da offrire. Tutto intorno al terrazzo c’era Venezia Mestre, che forse sarebbe più appropriato chiamare Mestre e basta. Oggi mi sono alzata dal letto e fuori dal letto c’era il mio primo giorno di lavoro.

Il lavoro di callcenter è una cosa che ti fa sentire un giovane del tuo tempo. Qualche anno fa ha avuto un momento di breve ma intensa esposizione mediatica, attorno gli si è creata un’aura da Vietnam tale per cui se vi lavoravi eri un guerriero. Il lavoro di callcenter in quanto argomento di conversazione è in seguito caduto in disuso, mentre in quanto lavoro-lavoro esiste ancora, così tu puoi andarci in santa pace e alle medesime condizioni, senza che nessuno faccia dell’opinionismo sulle cose private dei co.co.pro.

Il mio specifico è a suo modo un posto accogliente. Si trova in una zona industriale a quaranta minuti di autobus da Mestre e basta. Una volta giunti alla fermata, la via più rapida per arrivarci è attraversare la pancia di un centro commerciale, fermarsi a prendere il caffè da una signora che sta in un chiosco nell’esatto mezzo della pancia, attraversare il parcheggio fuoristante il centro commerciale e suonare il campanello tre volte, così sanno che sei della famiglia e ti aprono. Il parcheggio fuoristante il centro commerciale ha la caratteristica di essere in modo perenne esalante vapori di catrame versato da operai a petto nudo.

Per accedere al lavoro di callcenter bisogna partecipare ad una formazione non retribuita. I miei superiori prossimi venturi sono Team Leader Uno, Team Leader Due, Team Leader Tre e la Psicologa.

Team Leader Uno è il poliziotto cattivo. Segnata da una adolescenza fatta di emarginazione e angherie, dopo avere aspettato per anni il momento migliore per avere il suo riscatto, ha intuito che quel momento era la crisi economica mondiale. Team Leader Due è il poliziotto buono, once upon a time frequentava i centri sociali occupati e da grande voleva fare l’alternativa, attualmente si accontenta di attendere la fine del turno per spaccarsi di canne sul divano con il fidanzato finanziere. Team Leader Tre è il ragazzo con la camicia pulita e i capelli in ordine che le mamme vorrebbero come genero. Come spesso accade in questi casi, sotto alla camicia pulita nasconde praterie di tatuaggi e nel passato una prima giovinezza da metallaro. La Psicologa, in quanto tale, è la persona che si occupa delle risorse umane nella loro fase di entrata.

Oggi è stata una giornata interessante. Ci siamo seduti intorno a un tavolo e la Psicologa ci ha raccontato delle parabole. La prima era la parabola della ragazza con gli scrupoli. La ragazza con gli scrupoli era una brava operatrice out-bound (per amor chiarezza si precisa che gli operatori out-bound sono coloro che si occupano delle chiamate in uscita). La ragazza con gli scrupoli che era una brava operatrice out-bound, ogniqualvolta cercava di fare un contratto con un anziano, nel momento in cui dal codice fiscale ne capiva la data di nascita, veniva presa da visioni di suo nonno che la guardava contrito e scuoteva il capo. Lei provava a quel punto a distogliere l’attenzione dal volto che aveva accompagnato la sua infanzia, ma quello continuava con lo scuotimento di capo e ripeteva come una litania tremante ricordati che potrei essere io il vecchio che stai truffando. In seguito a questo vorticare di idee complesse che in realtà nella sua testa si svolgeva in pochi secondi, la ragazza con gli scrupoli veniva colta dal panico e chiudeva la chiamata. Grazie all’intervento dei suoi superiori, la ragazza con gli scrupoli è riuscita a superare questo blocco attraverso degli incontri motivazionali. Pare infatti che i dirigenti dell’azienda siano coach esperti di un insieme di tecniche, raccolte anche in vari manuali, che ti spiegano che dentro di te c’è la forza per convincere i tuoi interlocutori del fatto che ciò che dici è la sacrosanta verità. Mentre ci racconta le parabole, la Psicologa è graziosa e curata in tutti i suoi modi del fare e del parlare, ma a volte si distrae e la faccia le trasfigura in qualcosa che sono abbastanza sicura di aver visto in una puntata di X-files. In questa puntata di X-files c’era un mostro che sembrava umano e invece sotto la pelle nascondeva una natura di alieno bianco e molliccio. Amava mangiare i cervelli delle persone, e per frenarsi andava agli incontri degli alcolisti anonimi. Una volta all’anno, i collaboratori a progetto del callcenter sono  invitati ad assistere ai seminari motivazionali tenuti dai dirigenti. La Psicologa dice che sono bellissimi.

In questo nuovo lavoro, la cosa che andrò a fare è, con l’ausilio di una postazione computer, una cuffia e un auricolare, chiamare esercenti commerciali e/o fornitori di servizi e/o liberi professionisti di vario genere e spiegargli che abbonarsi al nostro servizio pubblicitario è la cosa migliore che possano fare nella vita. La Psicologa dice che non saremo mai abbandonati, che la nostra è una formazione continua e che la vendita è emozione. In uno dei momenti in cui non trasfigura in Alien perché somatizza la tensione in un movimento a scatti del ginocchio destro, dice che non dobbiamo preoccuparci della resa in quanto la persona viene valutata a trecentosessanta gradi. Segue la parabola del Ragazzo cui non è bastata la bravura. Il Ragazzo cui non è bastata la bravura chiudeva dieci contratti puliti al giorno, ma (sospiro), aveva un atteggiamento totalmente al di fuori delle logiche aziendali (occhi al cielo), dunque è stato accompagnato in un percorso di uscita dall’azienda (punto). Poi ripete che la vendita è emozione, ed io penso che deve essere necessariamente così, perché  lei comunque è una psicologa e si occupa di zone del cervello.

La seconda parte della formazione consiste nelle prove di ascolto. In questo frangente i novizi si siedono accanto ai veterani in doppia cuffia, ed io ho la fortuna di sedere alla destra del Vincente. Il Vincente è uno che fa tanti contratti. Quando chiude il quinto della giornata Team Leader Uno lo abbraccia, Team Leader Due lo abbraccia, tutti lo abbracciano. Poi telefona a un carpentiere, il carpentiere dapprima si dimostra cortese e interessato a spiegare in cosa consiste il suo lavoro. Quando comprende che stiamo proponendogli un contratto a pagamento ci comunica con eguale cortesia che a suo modesto avviso siamo la rovina della società. La Psicologa dice che l’unica obiezione cui non sappiamo controbattere è quella con cui siamo d’accordo.

Il Vincente ha il pregio dell’insistenza e coi clienti simula interesse emettendo molti AH. Ah, è di Vallescura sull’Arno. Ah, anche la cugina di mia nonna viene da là. Ah, vende collane, che cosa originale. Ah, le fa personalizzate, non so come ha fatto ad avere un’idea così originale. Ah, pietre dure. Ah, alimentari. Ah, gastronomia. Ah, parcheggio. Ah, giardino.

A un certo punto della prova di ascolto interviene anche Team Leader Uno in persona al fine di dimostrarci come funziona una trattativa davvero efficace. Afferra le cuffie del Vincente e dice a una signora, Signora, cosa vuol dire che per fare il contratto deve chiedere a suo marito? Ma se lei vede un paio di stivali bellissimi in una vetrina, che fa? Li compra o prima ne parla con suo cognato? Signora, facciamo una scommessa, lei investe questa cifra irrisoria, poi il guadagno che le torna se lo tiene e ci compra un paio di stivali. Signora, a me dispiace perché ora chiamerò qualcun altro, e i clienti andranno ad un suo concorrente. Signora, è questo che pensa di noi? E se è questa la sua idea, se la tenga.

Durante la pausa, che consiste in dieci minuti di girare in senso orario e antiorario la paletta di plastica nel caffè del distributore automatico, la Psicologa ci ha passati in rassegna uno ad uno e ci ha comunicato che essendo la nostra una formazione continua, sabato dalle ore nove e trentacinque alle ore quattordici e trenta circa si sarebbe svolta la Festa Formazione.

Trattasi di un momento di formazione ludica che si tiene ogni tre mesi, in questa occasione ci si ritrova tutti assieme e ci si forma ludicamente. La partecipazione è volontaria, non retribuita, caldamente consigliata. Comunque, ha detto la Psicologa, i vostri nominativi li ho già dati. E poi ognuno porta qualcosa da bere o da mangiare. Nell’elenco dei nomi poggiato sulla scrivania vedo che qualcuno ha appuntato che porterà un calzino.

A fine turno comunque è capitato che ho fatto una prova vera e propria e ho chiuso un contratto con un lattoniere debole di spirito, quando ho attaccato la chiamata mi sono trovata un portachiavi promozionale al collo. Team Leader Uno alle mie spalle cantava il jingle del prodotto.

“Prenota qui il tuo funerale low cost” è il cartello che per tutta la mattina ho aspettato di rivedere dal finestrino dell’autobus, sulla via del ritorno. Se escludiamo l’ampia diffusione di onoranze funebri e gelaterie affiancate le une alle altre, la gamma di cose da guardare fuori dal finestrino in queste zone è abbastanza limitata.

A casa ho ritrovato le foto delle donne nude alle pareti, i cd con  La Musica di Dio e i nuovi coinquilini, che sono un ragazzo schivo e discreto, autore delle foto di donne nude, e una quarantenne new age che ha la peculiarità di avere portato con sé in una singola con letto a una piazza il figlio di sei anni. La situazione non è malvagia, senonché trovo spesso squali, rane e girini di plastica nella vasca. Riguardo alle rane e ai girini la quarantenne new age me le ha giustificate spiegando che il figlio è un evoluzionista.

La situazione non è malvagia. Oggi come nei giorni precedenti le cose sono andate che ho aperto la porta, passato il corridoio, guardato a sinistra verso il bagno, detto ciao coinquilina new age, e la coinquilina, intanto che mi diceva ciao, si stava lavando i piedi nel lavandino cercando di igienizzarli con dell’antibatterico.

Questo perché da poco ha a sua volta trovato un lavoretto part-time. Per quattro ore al giorno dal lunedì al venerdì sta intorno alla stazione di Venezia e distribuisce volantini per proporre prestiti e mutui. Il capo al colloquio le ha detto che non doveva pensare si trattasse di una semplice questione di volantinaggio, che era una forma di volantinaggio rivoluzionario, e che avrebbe dovuto distribuire i volantini scalza. Mentre si asciugava diceva che poteva andare peggio, pare che a Jesolo abbiano messo delle  rivoluzionarie coi capelli rosa che volantinano in bikini.

[“L’esatto mezzo della pancia”, di Ginevra Lamberti. Uscito su Linus, Giugno 2014]

linus

immagini evocative

Così come ho cambiato gravatar, ho cambiato anche immagine di testata. Non credo che questa notizia cambierà il corso della giornata di qualcuno, ma lo comunico ugualmente. Il fine è soprattutto di rendere noto che a breve inizieranno le correzioni di quella cosa impensabile che sarebbe il mio primo romanzo in uscita.

La foto da cui è tratta l’immagine di testata l’ho scattata io con una vecchia compatta, anzi con La Vecchia Compatta, quella che mi ha accompagnata nei viaggi più e meno assurdi intrapresi tra i ventidue e i venticinque anni. Ce l’ho ancora nel cassetto eh, solo che a un certo punto si sono fermati i movimenti di ampio raggio e ne sono sopraggiunti altri, di molto più frenetici, da svolgersi in un perimetro ristretto e intorno a sé stessi. Potremmo chiamarla crescita o dare la colpa alla crisi. Preferisco dire che sono arrivati momenti meno fotografabili (men che meno da me, che come ho già spiegato di fotografia non ne capisco niente). Grossomodo allora ho mollato la presa del blog per accumulare gli appunti che sarebbero diventati quella cosa impensabile.

Tra i primissimi c’era un frammento che faceva così:

“La valle dove vivo si trova a nord della provincia di Treviso. C’è un lago artificiale che serve per alimentare la centrale idroelettrica, poi c’è molto bosco e nel bosco ci sono molti alberi e tra gli alberi ci sono molti tralicci e sui tralicci ci sono molte rampicanti. Prima c’erano anche le persone che guardavano il lago e dicevano qua una volta era tutta campagna. Ora stanno morendo, se vuoi anche lentamente, ma con una certa costanza, e tutto ci fa pensare che presto o tardi verranno sostituite da nuovi vecchi che guarderanno la statale e diranno qua una volta era tutto autostop. C’è un viadotto che hanno tirato in piedi nei primi anni Novanta, e una torre medievale che con coerenza hanno tirato in piedi nel Medioevo. I morti dormono sulla collina, i suicidi hanno una scelta discreta, alcuni si buttano nel lago, altri a volte piovono dal viadotto. Nel lago, oltre ai cadaveri occasionali, c’è una coppia di cigni. Coi cigni maschi le cose sono sempre state un po’ difficili. A uno gli hanno sparato, a un altro lo hanno decapitato. Allora ne hanno portato un terzo un po’ scimunito e con un’ala mezza rotta. È ancora là con il cigno femmina e hanno ampiamente figliato. In generale c’è molta atmosfera.”

sorridono-i-monti

Ho cambiato gravatar, non credo che questa notizia cambierà il corso della giornata di qualcuno, ma lo comunico ugualmente. Il fine è soprattutto di rendere noto che l’autrice della foto da cui è stato tratto è Giulia Gattere. Volevo anche comunicare che tra tutte le foto che mi ha fatto per il catalogo di Nottetempo questa mi sa che è la mia preferita, ma visto che mi sa anche che non è proponibile per alcun catalogo allora la uso qui.

B&NDSC_0803©GiuliaGattere

 

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