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Oggi finivano le vacanze piu’ lunghe della storia delle vacanze. Soprassediamo che ho sbagliato orario e quindi son gia’ di nuovo qua a cazzeggiare. Comunque, oggi finivano le vacanze piu’ lunghe della storia delle vacanze.

Cosi’ lunghe che a un certo punto vuoi solo un orario da seguire, una tabella di marcia, ti appelli alla lista della spesa per sopperire al vuoto di senso.

Allora prima, tutte gaie siamo andate all’ universita’. Facendo attenzione ad entrare dall’entrata e non dall’uscita, gaiamente salutando la milizia.

Nell’atrio, una trentina di studenti vestiti di giallo e gioia, capi adorni di corone di fiori, facevano il girotondo e alzavano al cielo filastrocche dedicate al Masleniza..pare che lo faranno ogni mattina per tutta la settimana.

Forse ho bisogno di una vacanza.

ženšina _ donna

Sogno di farci i calchi come con le impronte dei cerbiatti, e poi catalogarle.

Donna, 35 anni, piede valgo, buste della spesa. Bionda.

[ Radio Marshrutka: Narcotic - Liquido ]

Noi studenti di lingue straniere, non lo so cos’e’ che pretendiamo dal Mondo.

Adesso, onestamente, quante persone ti piacciono, in Italia, in proporzione a quelle che ti girano intorno. Per dire, quelle che uno salverebbe dalla Rupe Tarpea?

Le conti sulle dita di una mano, gia’ che io mi sento fortunatissima a contarle su due, in proporzione.

E allora, poi vorresti prendere un aereo, scendere in un posto bizzarro a caso, e trovarci Il Popolo, La Saggezza, Il Pensiero.

E se appena appena, la media della gente non ti stanno mica tanto simpatici, come e’ nor-ma-le. Allora no. Basta. Ho sbagliato tutto. Magari dovevo studiare ispanoamericano, magari lo trovavo la’, Il Popolo Eletto. O storia, che sono tutti morti e me li gestisco meglio.

Madiocaro, impara ’sta lingua e non rompere i coglioni.

(*) C’e’ un facile modo per scaricare il male-di-vivere dell’abitante medio di Vittorio Veneto, e averlo sempre con se’. Qua: http://www.mediafire.com/?k5rynrygzzm

Non e’ un porco giuda di post-commento sui traumi transgenerazionali di Morgan.

Chi e’  in possesso del mio indirizzo diqqua, e’ pregato di sbrigarsi a farne buon uso.

[ Radio Marshrutka: Tappartengo – Ambra Angiolini ]

A Venezia, non succede quasi mai niente. Poi a un certo punto dell’anno si muove tutto, o si ferma tutto, a seconda dei punti di vista. Ovviamente ci sto pensando con un cuore sanguinante tra le mani, al Carnevale in laguna..

Mi si dice comunque, che sta per arrivare qualcosa del genere anche qua, e che si chiama Masleniza. Quel che ci si deve aspettare è che a un certo punto un tot di  studenti si vestono con gli abiti tradizionali e fanno delle cose che non ho capito. Ma che temo.

Poi si mangiano le bliny, ma tante, taaante bliny. Poiché la bliny, suppongo nel suo essere tonda e giallognola, è il simbolo del sole, e quindi dell’inverno che se ne va, e quindi del Carnevale.

 

A Venezia, a Carnevale non fa mai freddo, anche se nevica, i pavimenti sono morbidi e comodissimi, si mangia solo aglioeolio, si rivaluta la calzamaglia fluo. E poi, per dieci giorni, all’Università non ci va nessuno. E se qualcuno alza la mano e dice io c’ero, non lo conosco. E se una volta a lezione ci siamo capitati, era solo per mettersi in ultima fila, ebbri di autocommiserazione.

Nei prossimi giorni mangerò tante bliny, tantissime, e sarò tronfia e felice. Anche se Il Fantasma dei Carnevali Passati verrà a tirarmi i piedi la notte, e avrà la faccia di Ambra Angiolini a quindicianni.

 

sosulka

Questo post nasce dal fatto che mi ero esaltata per una cosa non vera. Cioè, mi avevano detto che in russo esiste una sola parola per dire Stalattite e Stalagmite , che poi sarebbe Sosulka.

Al che ho pensato, con tutto questo ghiaccio, intemperie, freddo, pensa questi che non fanno come gli inuit che hanno totmila modi per dire neve. I russi, sfacciati, semplificano.

Colta dal dubbio, verificai, e Stalaktit e Stalagmit, effettivamente, come lessico tecnico esistono. Soprattutto in geologia, riferiti alle rocce.

Sosulka, letteralmente è ghiacciolo, ma insomma è quel che si usa nel parlato.

Allora adesso penso che magari anche quella degli inuit è una cagata tipo quella dei lemming suicidi, e che in realtà i totmila modi per dire neve li sanno solo gli inuit scienziati, tutti gli altri la chiamano fanghiglia bianca.

sglaża _ affascino

[ Radio Marshrutka: Gadalka - Svetlana Svetikova ]

Una volta mi hanno detto che qua c’è un proverbio che dice che se gratti Astrachan, sotto ci trovi le radici del mondo. Magari il verbo non era proprio grattare, ma insomma il succo è questo.

Al che prima si guardavano queste foto del nipote della coinquilina kazaka, che è un bellissimo neonato kazako. Ma proprio di un bello che ti tocca ricorrere a quella cosa fastidiosa [sempre, sempre odiata] di quando per spiegare quanto è bello un paesaggio vero dici che sembra un quadro e quanto è bello un paesaggio dipinto dici che sembra vero. Quindi facciamo che il bellissimo neonato kazako era bellissimo come una bellissima bambola cinese [una bellissima bambola cinese uguale uguale a un neonato vero, s’intende].

Si è chiesto allora perché il bambolo, appena sopra i carboni a mandorla, aveva un terzocchio verde. Come quelli degli indiani del subcontinente indiano.

È perché quando nasce un bambino e arriva il circo di gente a vederlo e tutti dicono che bello che bello che bello, poi magari si ammala. Allora il terzocchio, verde o rosso, lo protegge. Manda via la Sglaża, il Malocchio.

Se al bambino proprio proprio gli vuoi fare un complimento, e annullare gli effetti negativi che tu non vuoi, ma magari arrivano lo stesso, devi battere tre volte le nocche sul tavolo. Oppure sputacchiare tre volte, che però è già meno carino.

Questa della Sglaża, è diffusa soprattutto tra i russi-tatari, i russi-kazaki, in generale tra i russi-musulmani.

In Iran anche, c’è una cosa simile. Se qualcuno ti fa un complimento, meglio che gli rispondi sono i tuoi occhi che vedono le cose belle, e sei a posto, specchio riflesso, tiè.

A ben pensarci, c’è anche in Italia, che ogni tanto il Genitore mi chiama e mi fa oh, Staibbene? Maleee? No perché Tizio mi ha chiesto come stavi e allora se stai male t’ha fatto l’affascino stogranfijodena***

Pure Pripadavatiel, quando ci aveva il casino dello stipendio vacante , ha chiamato a casa e si è fatta fare lo Sfascino come regalo di Natale.

Allora facciamo che siamo tutti persone mature, razionali e superiori a queste sciocche superstizioni.

Facciamo anche che il neonato kazako era bellissimo foraffascino.

 

kristianskoe maslo

Questo burro qua, mi sa che è tanto meglio di quello sovietico

Si, devi comprare il Kristianskoe  Maslo..

Kristianskoe Maslo? Cioè il Kristianskoe Maslo è migliore del Sovietskoe Maslo??

Sì, ma per voi cos’è “Kristianskoe”?

Tipo la religione?

Noooooo, quello è Xristianskoe. Kristianskoe è tipo sai no, le persone che lavorano in campagna..

 

Col burro contadino, ci si fanno degli splendidi biscotti contadini, comunque.

[Radio Marshrutka: Hips dont Lie – Shakira ]

Qua siamo in una fase in cui il modo più rapido e comodo per portare a ingiro i bambini, è trascinarseli dietro in slittino. Sono ovunque, incapaci di pronunciare sillaba e muovere mignolo, sopraffatti dalla lana.

Da oggi sono clandestina ad interim, poiché il visto è scaduto. Che dovevo pagare l’ultima cosa che dovevo pagare me l’hanno detto l’ultimo giorno che si poteva pagare. E, giustamente, la banca ha chiuso per problemi-tecnici mentre ero in fila. Però la signorina che si occupa di queste cose mi ha detto anche che devo stare tranquilla, che è tutto a posto, tutto si risolve. Poi ha chiuso il periodo con la prima persona singolare del verbo sperare.

Ogni tanto sento dire che la scrittura a mano è lì lì che tira le cuoia. Magari non domani e neanche dopodomani, però insomma prima o poi muore.

 

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